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La Nuova Sardegna

Davide e la legge di un miracolo a Milano

Portatore di un grave handicap si è laureato grazie alla “162”

Cagliari. Parla con il linguaggio sciolto e competente di uno che ha studiato, e tanto, ma la laurea in Scienze politiche, presa l’anno scorso all’Università Statale di Milano, per Davide Tagliacarne ha qualcosa in più rispetto a quella di tanti altri suoi coetanei: è un po’ il simbolo della sua rivincita. Perchè Davide, originario di Capoterra, seppure portatore di un grave handicap è riuscito a essere padrone della sua vita.

Della sua esperienza, ma sopratutto della legge 162, una legge dello Stato nata per finanziare progetti personalizzati a favore delle persone con gravi disabilità, Davide parlerà, insieme al consigliere regionale del Pd, Marco Espa, questa sera a Milano nel convegno “Legge 162, una possibilità di scelta”, da lui stesso voluto e organizzato insieme all’Università Statale.

"Studiare all’università è qualcosa che è andato da sè - racconta Davide, raggiunto telefonicamente a Milano - Nel senso che per le persone come me l’università prevede già una serie di agevolazioni pensate per consentire un proficuo percorso di studi".

Davide, ad esempio, ha potuto contare sul supporto di alcuni tutor, ma anche, rivela, sull’affetto e l’aiuto dei tanti colleghi con cui è nata un’amicizia profonda.

Il vero miracolo è quello accaduto fuori dalle aule della facoltà: la possiblità, grazie alla legge 162, di fare la vita che lui ha sempre sognato. "Volevo una vita autonoma e indipendente - dice il giovane, con un pizzico d’orgoglio nella voce - Grazie ai fondi di questa legge, che in Sardegna viaggia a una velocità infinitamente maggiore rispetto ad altre regioni, ci sono riuscito, mettendo su un piano che mi ha permesso di avere qualcuno che facesse per me, senza che ci fosse in mezzo la mia famiglia, tutte le cose che io da solo non sono in grado di fare".

Insomma, Davide è bravo nello studio, ma per lui sarebbe impossibile, senza l’aiuto di qualcuno, cucinare, lavarsi la roba, pulirsi la stanza o andare in piscina: per farlo senza l’aiuto di mamma o papà aveva bisogno di trovare qualcun altro. "Questa possibilità me l’ha data la legge che, mettendo a disposizione dei soldi, mi ha permesso di realizzare il mio sogno: lasciare Capoterra e la mia famiglia, per andare a studiare a Milano e prendere in mano la mia vita".

Semberà incredibile, ma proprio nella ricca capitale lombarda i professori sono rimasti di stucco quando Davide gli ha raccontato come tutto questo è stato possibile: "Mentre da noi in Sardegna - racconta il giovane, che sull’argomento ha scritto la sua tesi di laurea - negli ultimi anni la 162 è stata utilizzata con uno spirito più improntato ai veri bisogni del malato, in Lombardia i fondi di quella legge sono usati soprattutto per garantire l’assistenza diurna".

Un’assistenza calata dall’alto, senza alcuna possibilità per il beneficiario di studiare insieme alla famiglia e ai servizi sociali del comune, come avviene qui, un progetto più adeguato alle sue vere esigenze. "In Sardegna abbiamo voluto questo tipo di applicazione della legge 162 - sottolinea Marco Espa - Presentare ora a Milano il nostro modello di buona prassi che in questi anni ha finanziato più di 20 mila persone, con più di 230 milioni di euro, è per l’Isola motivo di orgoglio".

Sabrina Zedda

13 marzo 2009


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