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Marco Espa (Pd): «Ora tocca a noi, la vittoria è nell'aria»

La certezza «Siamo sereni, molto uniti e consapevoli di essere vicini a ottenere un risultato storico»

La fiducia del centrosinistra Marco Espa, consigliere comunale uscente del Pd, questa volta non è della partita. Ma non si è cullato sugli allori dello scranno in Consiglio regionale conquistato due anni fa e in questa campagna elettorale per Palazzo Baccaredda si è speso in prima persona per sostenere Massimo Zedda e la coalizione di centrosinistra

Di cosa si parlerà in questa settimana prima del voto?
«Non credo ci sarà un tema specifico. Mi pare che a Cagliari il messaggio che continua a passare è quello di una serenità assoluta da parte di Massimo Zedda. La sua consapevolezza di essere il nuovo e la sua scarsa aggressività hanno rassicurato le persone, soprattutto i moderati che hanno scelto di votare per lui. Il contrario di quello che sta facendo il centrodestra».

Perché tanti voti disgiunti al primo turno, secondo lei?
«La politica cagliaritana sta cambiando, questo è anche merito della nostra disponibilità a fare elezioni primarie vere. Il messaggio arrivato dalla base è stato inequivocabile e noi partiamo avvantaggiati. Se il centrodestra avesse fatto lo stesso forse ne avrebbe beneficiato. Questo ci ha avvantaggiato».

Cosa vi aspettate dal risultato del ballottaggio?
«Avvertiamo il senso della svolta che stiamo dando. Credo che la gente abbia capito che è possibile avere novità assolute nel rapporto con la pubblica amministrazione. Più trasparenza, assoluta parità nell'accesso alle opportunità. Basta con i favori e i favoritismi. La scelta di campo degli ultimi, di quelli fin qui trascurati, è stata fortissima. Dare fiducia a Massimo Zedda è un grosso investimento».

È sorpreso dal buon risultato della lista Pd, che elegge tanti volti nuovi?
«Il buon risultato di tanti giovani, alla prima esperienza, è il nostro orgoglio maggiore. Abbiamo tanti trentacinquenni che dimostreranno di saper portare un alto tasso di innovazione».

Quanto vi ha infastidito che il centrodestra abbia blandito l'arma dell'anatra zoppa?
«È un'ipotesi che non esiste e mi spiace che autorevolissimi esponenti dell'attuale maggioranza abbiano provato a condizionare il voto con una polemica inutile. Ma i cittadini ormai hanno capito qual è il gioco e preferiscono ignorare gli attacchi sotto la cintura che continuano ad arrivare all'indirizzo di Zedda. I discorsi "contro" sono solo rumori di fondo. Il clima da rissa continua, che stanno scatenando, non li ripagherà».

Avete fatto un'analisi del voto che è andato alla vostra coalizione?
«I voti in più al centrosinistra sono arrivati praticamente da tutta la città, in maniera uniforme. Penso solo al caso della Municipalità di Pirri, dove abbiamo vinto in maniera indiscutibile. Abbiamo colto nel segno con una campagna elettorale autorevole e partecipata».

Quale sarà il ruolo del Pd nell'eventuale futura maggioranza?
«Non abbiamo tentazioni egemoniche, visto il clima di unità che si respira all'interno della nostra alleanza. Merito dei nostri militanti e del candidato a sindaco. Le condizioni sono cambiate perché questa volta, in assenza di coincidenza con votazioni politiche e regionali, abbiamo beneficiato del voto di opinione. È una svolta epocale per il Pd cagliaritano».

Chi vince lunedì?
«Vince Massimo, con la Z. Davide ancora una volta batterà Golia. E Cagliari vivrà una vera svolta».

A. Mur.

23 maggio 2011


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